mercoledì 3 febbraio 2016

Da nessun dove

Da nessun dove

La vita era per me
luce e tenebra
rincorsa e fuga
tra sabbie e mari
d'oceano tropicale.
(le prime cellule fototrope)

Aprii gli occhi
tra umide grotte
nel folto della foresta
inghiottita da ruggiti lontani
e d'uccelli richiami e canti.
Provai la brezza del vuoto sotto
le mie ali. 
(pipistrelli)

Aprii di nuovo, gli occhi sul mondo.
E ricordai, alla prima luce
la gioia che mi colse
nel vederne i colori
nello scoprirmi vivente. 
Una gioia più antica e primordiale
di quella
che anima i bimbi in corsa
tra i viali di primavera. 
(la coscienza)

La gioia della vita che si fa cosciente
e ricorda, il suo correre
tra gusci d'ostriche e correnti orientali
il suo planar sull'onde con l'ali di un gabbiano
il suo fluir, il suo tornar tra gli alti laghi montani
dal profondo oceano.
(la vita)

Da nessun dove, si fece spazio nel mio cuore
la luce divina. 
E irrorò di più profonda gioia, l'anima mia. 
L'io, immensamente amato
dal Dio creatore.
E Dio, immensamente amato
come fautore del creato.
Insieme, per sempre.
Come l'onda e il suo mare
come due sposi mano nella mano
davanti all'altare del mondo.
(l'essere umano riunificato)


Jasmin Felli ©(tutti i diritti sono riservati all'autore) 

Nessun commento:

Posta un commento