sabato 9 luglio 2016


Segreti claustrali

Brilla la vita mia
come luce nel buio, una cometa
che inquieta percorre la strada
per lei tracciata da Te
- divino tutto.

Brilla, e canta tra lunghe fronde
di alberi estivi, colma
- ebbra di Te, mio firmamento.

"Ti ho cercata come perla
celata tra duri gusci di conchiglia
e maree lievi
spiagge di luna mi hanno indicato il varco.
Una grotta, il tuo cuore. 
Di quarzi, e stalagmiti, di acqua trasparente
come rugiada, per me i tuoi pensieri!".

Da te rapita, circoncisa l'anima mia in mille pezzi
senza di te, eppure una al centro, dischiusa 
- alla divina fonte della vita.

E se davvero
per conoscerci abbiamo bisogno di un "tu"
quanti volti emergeranno dalla sabbia
per scolpirsi in duro alabastro
prima che il tempo di nuovo li frantumi

quanti "tu" dovrò incontrare
prima di dirmi veramente?

Rifratta in mille raggi
un fascio di luce attraversa la cristallina acqua 
di caldi mari.

Ed io, a socchiusa porta
lascio che antiche mura avvolgano
di silenzio il mio cuore
e nel verde chiostro, una bronzea statua 
di Francesco al centro,
attendo che sull'erba un tappeto 
di bianchi fiori di magnolia cresca.
Come una città intera la mia stanza. 

Jasmin Felli©


Dove vai?

Hai avuto il coraggio 
di bere fino all'ultima goccia
il nettare dell'amore
quando ardeva consumata dalla sete
l'anima tua, piccolo pellegrino
per scoprirti amato dalle stelle?

Hai guardato fino in fondo all'oceano
e nelle più alte sfere celesti
per comprendere il linguaggio della vita?
Traditi o no, siamo dal nostro Creatore fino ad oggi.
Si diverte a dar leggi, ch'Egli stesso, sorridendo corrompe.
Ci lascia tornare a casa a reti vuote, mentre l'onda sugli scogli
disinvolta si infrange.  

Leggi:

Un patto d'amore eterno, si rompe con la morte.
Vedovi. 
Un patto di figliolanza, porta via per sempre 
la gioia del canto, nel silenzioso nulla sulle tombe
di premature dipartite.  
E scava le mani e il ventre
sbigottita fame davanti a ricchezze da tempo promesse
così che le oscure selve, ancora più buie 
infittiscono, senza il Pastore.

Senti:
E' una certezza l'esser immensamente da Lui amati
contemplati, vissuti, penetrati da quella luce
che nessuna nube occulta e nessuna tomba
ferma tra le sigillate mura delle umane spoglie.

Taci:
Taci, perché immani silenzi,  portano parole
udite solo da chi sa lasciare
la certa riva
per l'oscuro oceano delle contraddizioni.

Quando i tuoi occhi vedranno, senza vedere
e udranno le orecchie senza sentire
potrai sperare di incontrare 
Colui che non è il re di questo mondo. 


E vedrai, sorgere dall'afflizione la gioia
dall'umiliazione la gloria
dalla morte, la vita. 

Dove vai? 
o dimmi piuttosto, cosa fai?

Celebro l'inno di ignote danze
e incerti amori
e il cuore lascio tra le mani
di Colui che vide e rapì l'anima mia
tra divine alchimie e rime di poesia
non più padrona dei miei anni
ne dei miei passi, che a Lui diedi.


Jasmin Felli©

Dove vai



Dove vai?

Hai avuto il coraggio 
di bere fino all'ultima goccia
il nettare dell'amore
quando ardeva consumata dalla sete
l'anima tua, piccolo pellegrino
per scoprirti amato dalle stelle?

Hai guardato fino in fondo all'oceano
e nelle più alte sfere celesti
per comprendere il linguaggio della vita?
Traditi o no, siamo dal nostro Creatore fino ad oggi.
Si diverte a dar leggi, ch'Egli stesso, sorridendo corrompe.
Ci lascia tornare a casa a reti vuote, mentre l'onda sugli scogli
disinvolta si infrange.  

Leggi:

Un patto d'amore eterno, si rompe con la morte.
Vedovi. 
Un patto di figliolanza, porta via per sempre 
la gioia del canto, nel silenzioso nulla sulle tombe
di premature dipartite.  
E scava le mani e il ventre
sbigottita fame davanti a ricchezze da tempo promesse
così che le oscure selve, ancora più buie 
infittiscono, senza il Pastore.

Senti:
E' una certezza l'esser immensamente da Lui amati
contemplati, vissuti, penetrati da quella luce
che nessuna nube occulta e nessuna tomba
ferma tra le sigillate mura delle umane spoglie.

Taci:
Taci, perché immani silenzi,  portano parole
udite solo da chi sa lasciare
la certa riva
per l'oscuro oceano delle contraddizioni.

Quando i tuoi occhi vedranno, senza vedere
e udranno le orecchie senza sentire
potrai sperare di incontrare 
Colui che non è il re di questo mondo. 


E vedrai, sorgere dall'afflizione la gioia
dall'umiliazione la gloria
dalla morte, la vita. 

Dove vai? 
o dimmi piuttosto, cosa fai?

Celebro l'inno di ignote danze
e incerti amori
e il cuore lascio tra le mani
di Colui che vide e rapì l'anima mia
tra divine alchimie e rime di poesia
non più padrona dei miei anni
ne dei miei passi, che a Lui diedi.

Jasmin Felli©

Transizioni




E per toccar l’amore
troppo mi avvicinai 
ad un sole ardente. 
Rimasero solo le parole
come antidoto contro
una solitudine crescente.

Rose recise o papaveri nei prati.
L’errore può esser voler
costruire in cielo
un’abitazione.
Lui, il cielo, ha più libertà
di noi, prevede e dispone.
Possiamo certo cogliere frutti proibiti
ma a prezzo dell’immortalità.

Guardo, prego, davanti all’azzurro cielo
di Giotto, e di fronte
alla croce amata in ginocchio
comprendo che pellegrino è il cuore
finché non trova casa e si dispone
ad accettare, che il suo seme muoia
per divenire pane.

Ma in quale campo si posi
non è lui a deciderlo.
Se esser quercia
o cipresso, non può lui stabilirlo.

E volgendo occhi 
come fiori di stelle nello specchio
di un calmo lago
non indugio come Narciso
nell’illusione di se stesso
naufragando nei labirinti del proprio cuore
ma imparando l’arte della rinuncia 
e coltivando la compassione
apparvero sassi e pesci, 
e fiori e rami
e infine, infine vidi il cielo, e il sole
indugiar tra verdi chiome.

E se un lungo viaggio inizia con il primo passo
decisi di mettermi in cammino. 
E invece di chiodi e martello
invece di mattoni e pioli
con me portai solo
un cuore da donare ad ogni incontro
che Egli vuole.  


Jasmin Felli©