Cantico d’autunno
Come una girandola di carta
precipita al suolo
anche se lenta
atterrando
ferita, privata di un’ala
una farfalla.
Come una crespa foglia
autunnale, che si abbandona
sul ciglio della strada
mentre si allungano
precoci i lampioni
nel buio serale.
Una perla rara, chi Può amare.
E a volte, rimane solo una pagina bianca
nel diario dell’amore
tra strappi, e vecchie cuciture.
Mi avvolge, al chiaror della luna
il mistero, di Chi, pur amando
riesce a moltiplicare.
Come una tavola imbandita
di frutta tropicale, in mezzo al deserto.
Ma le lacrime di noi caduchi mortali
son sempre amare.
Giunga a noi consolazione
nel tempo di Natale.
Ma chi sa amare?
Chi, può essere come un’oceano
per la grande nave del cuore
e chi ne sa esser timoniere?
Spesso i superbi, credono di sapere
e trovano una soluzione
priva di dolore. Ma è solo inganno.
Un segno indelebile attraversa il cuore
dell’Idealista morto per amore.
Ecco perché a volte, tacere,
pregando,
è l’unica opzione.
E tu, chi sei
se non smetti
di contare?
Jasmin Felli ©
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