lunedì 19 dicembre 2016

Salmo d'Avvento

Salmo di Avvento



Un sorso della tua acqua
amico
distillata dalle nubi
della Maiella
in un  giorno d’arcobaleno
dammi da bere
a spegnere la riarsa gola
di chi è 
senza casa
senza amore.

Non voglio il tuo mantello





ma prestami le ali della memoria
ali come d’aquilone 
con cui corresti da bambino
tra la bruma estiva
e il fuggevole bagliore della sabbia 
all’imbrunire.

Non lasciarmi andar via
senza la speranza
che il Dio tuo ti diede 
per alzarti al mattino
e la fede
per coricarti la sera
e con perseveranza costruire ponti
laddove burroni come autostrade
mi divorano intorno.

La collina, che mi diede e casa
e preghiera, e famiglia
la montagna delle mie beatitudini
accoglie dei pellegrini i sospiri
è come fonte pura 
icona del tempio di Ezechiele
da cui sgorgano fiumi d’acqua viva.

E nel silenzio che segue
incalzante le nostre preghiere 
tra incensi e tremolanti luci di candele
odo, odo nel cuore come un soffio
che suscita Amore, quasi smarrito davanti
all’altezza di quel burrone: 

“Tu sai dove cercarmi,
tu sai dove trovarmi
figlio mio, sposo del cuore.
Ricordi, il mistero che ti ho detto?
Tu in me, e io in te,
perché chi rimane nell’Amore
è in Dio
e Dio, in lui è lo sposo eletto,
il vino nuovo, l’anello benedetto
il nome nuovo, sigillo sulla fronte
e sul braccio e sul suo petto.

Per sempre, sarò la melodia 
delle vostre preghiere
figli miei eletti.
Per sempre, sarò
la salvezza sussurrata, adorata
tra le labbra.
Per sempre, sarò l’abbraccio agognato dal cuore
mie vergini compagne,
miei prodi amanti
miei umili pellegrini
mie affaticate mani
nelle mense dei poveri figli miei
dispersi per il mondo.
Amati miei, vi chiamerò, 
popoli miei, sarete 
e figli nel Figlio prediletti”. 


Dedicata a Frère Roger


Jasmin Felli 

Cantico d'autunno


Cantico d’autunno


Come una girandola di carta
precipita al suolo
anche se lenta
atterrando
ferita, privata di un’ala
una farfalla.

Come una crespa foglia
autunnale, che si abbandona
sul ciglio della strada
mentre si allungano
precoci i lampioni
nel  buio serale.

Una perla rara, chi Può amare.
E a volte, rimane solo una pagina bianca
nel diario dell’amore
tra strappi, e vecchie cuciture.

Mi avvolge, al chiaror della luna
il mistero, di Chi, pur amando
riesce a moltiplicare.
Come una tavola imbandita
di frutta tropicale, in mezzo al deserto.
Ma le lacrime di noi caduchi mortali
son sempre amare. 
Giunga a noi consolazione
nel tempo di Natale.
Ma chi sa amare?
Chi, può essere come un’oceano
per la grande nave del cuore
e chi ne sa esser timoniere?
Spesso i superbi, credono di sapere
e trovano una soluzione
priva di dolore. Ma è solo inganno.

Un segno indelebile attraversa il cuore
dell’Idealista morto per amore. 

Ecco perché a volte, tacere,
pregando,
 è l’unica opzione.
E tu, chi sei
se non smetti
di contare?


Jasmin Felli ©

mercoledì 30 novembre 2016

Post-costruttivismo

Viaggi nello Spirito: Post-costruttivismo


La credenza che la realtà che ognuno vede sia l’unica realtà è la più pericolosa di tutte le illusioni. 

P. Watzlawick






Ci è richiesto coraggio per lottare, non necessariamente per vincere



Per annunciare, non necessariamente per convertire.













Ci è richiesto il coraggio per essere alternativi al mondo, senza però diventare polemici o aggressivi.


Potrebbe sembrare strano di questi tempi rivendicare autonomia, perché autonomia implica responsabilità: se io sono il solo a decidere come agire, allora sono responsabile della mia azione.


Heinz von Foester


Ci è richiesto il coraggio per aprirci a tutti, senza mai sminuire l’assolutezza e l’unicità di cristo, unico salvatore di tutti.




L'ambiente come noi lo percepiamo è una nostra invenzione. A me, ora, il compito di sostanziare questa affermazione scandalosa.


H.v. Foester




Ci è richiesto coraggio per resistere all’incredulità, senza diventare arroganti. 

Papa francesco, Angelus.





Sovrastrutture, archetipi. - Giotto, oggi, della luna saprebbe cogliere a vero le spoglie membra
e al suo chiaror, la nuda pelle di bagnante, sarebbe ancor più lieve. 




Così l’inizio e la fine, coincidono, senza toccarsi mai, in una costante spirale.
E ascende al vero il cuore amante. 

Jasmin Felli


Commento al testo


Il costruttivismo

Il costruttivismo è una corrente filosofica, che poi si è diffusa anche in altri ambiti del sapere umano, che crede che la rappresentazione della realtà sia il risultato della costruzione mentale che ne fa il soggetto, tanto da arrivare, in alcuni pensatori, a negare la possibilità di una realtà oggettiva a cui riferirsi. La celebre frase di P. Watzlawick sull’assoluta verità della realtà percepita e  creduta non può non farci riflettere, oggi come oggi, nel contesto globalizzato in cui viviamo, spingendoci a chiederci quanto del mondo reale e valoriale in cui crediamo siano immutabili e giusti. Dalla ricerca di un dio, o di Dio, presagito già nel profano, ed ecco l’assonanza di forme, che richiamo nelle due prime fotografie, all’approdo ad una confessione religiosa, che di fatto si fa stella polare della nostra vita. L’essere umano, per vivere, non può non scegliere, e per scegliere, non può non riferirsi ad un insieme di valori e credenze, fino a rapportarsi, all’Altro inteso come Dio cosciente  e senziente. 

La pittura e lo spirito

Ho scelto, le tele del pittore Millet, per questo confronto tra pensiero laico, che sfocerà nel relativismo in filosofia, nella fuga surrealista in pittura, e il pensiero religioso, incarnato da Papa Francesco, per creare come un dialogo virtuale tra l’orizzonte di chi crede nell’assoluto, e chi questo assoluto  lo mette tra parentesi. O forse, così affermiamo noi credenti. L’angelus del Millet, con l’angelus del Papa. Due secoli di storia in mezzo. L’angelus del Millet nasce nella Francia di fine ‘800, e ci racconta la storia contadina, con le sue sofferenze, e l’accettazione mite e credente della vita e delle sue difficoltà. Oggi, viviamo una presa di coscienza sempre più diffusa delle capacità umane, della responsabilità personale e nazionale nel trasformare il mondo che ci circonda. I movimenti sindacali, il voto universale, ci hanno portato ben lontano da quegli inermi contadini. Abbiamo conosciuto il delirio di onnipotenza di cui l’uomo può essere capace. Come ben dice Foester, allontanandoci dal rischio di una facile giustificazione di noi stessi, confondendo le nostre scelte con la maschera del volere di Dio, interpretato secondo le “credenze religiose” particolari, ognuno di noi è imprescindibilmente responsabile delle proprie azioni. Dio, per chi ci crede, ci ha dato una coscienza morale. E ci ha affidato il compito di distinguere il bene e il male. 


Il linguaggio e la struttura

Il linguaggio, tanto fondamentale nel costruttivismo, come nello strutturalismo filosofico e psicologico, è come la materia che rende reale, concreto nel mondo, il nostro pensiero, la nostra anima. Come nella struttura del testo sopra, dove l’angelus del Papa, riconoscibile dal font diverso, è articolato, ed entra come in dialogo con le riflessioni di questi pensatori. Quasi rispondendo alle loro domande, quasi ad indicare un cammino di riscoperta, non solo del Dio absconditus, ma del proprio stesso volto. L’uomo di oggi, ritratto nel quadro surrealista che ho scelto, è un uomo che non conosce più la propria identità, e guarda da un’altra parte. Conosce meglio il mondo che lo circonda, le leggi della fisica, ma volge le spalle alla sua anima. Come dice la Gaudium et spes, “Cristo [...], proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore, svela anche pienamente l'uomo all'uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione”. 

Gli archetipi

Il mito del buon selvaggio di Rousseau, il superuomo di Nietzsche. Tutti superati. Eppure in qualche modo, come antenati ancora presenti nella nostra memoria genetica. Qualcuno cerca nei nostri antenati il perché di tanti nostri comportamenti, e spesso a ragione, vi trova spiegazioni e cause. Ma l’ultimo quadro di questa breve riflessione, è di Ingres, pittore sempre francofono, esponente del neoclassicismo. Egli cerca di coniugare l’antico concetto di bellezza greco con la sensibilità del suo tempo, irrorando le sue figure di tutta l’umana espressività ereditata da pittori come il Caravaggio, Tiziano, Raffaello, e tutti quei pittori da lui tanto amati e studiati fin dalla più giovane età. La sua è una ricerca di purezza non più alienata, ma incarnata nel mondo contemporaneo. Come quella purezza, quella santità, che noi cattolici cerchiamo ancor oggi di evocare e vivere. Senza lasciarla alle spalle del nostro mondo quotidiano, senza voltare le spalle alla nostra identità più profonda e autentica. 

Scegliere la vita

Non è indifferente ciò in cui crediamo, quello a cui affidiamo la nostra vita. Una fede non autentica, non vissuta, corrisponde all’essere di fatto atei. Ossia a dare per certe per la nostra vita, le sole regole della natura. Saper ascoltare i segni dei tempi, e il tempo della grazia, saper dialogare con i profondi interrogativi dell’uomo di oggi, saper parlare al suo cuore, non è relativismo. Saper distinguere tra ciò che è assoluto e relativo, non significa disconoscere le proprie radici, o perdere la propria meta. Voglio lasciarvi con un ultimo quadro, quello di Rembrandt, sempre in un contesto di “bagno “ tutto femminile, ma che porterà ad esiti molto diversi, al tradimento, all’infedeltà, alla perdita di quel candore di cui risplende la piccola bagnante di Ingres, il quadro di Betsabea  ritratta al momento della scelta di tradire suo marito con il re Davide. E vi invito a riflettere, quale quadro vorreste che esprimesse la vostra vita, le vostre scelte? 




mercoledì 26 ottobre 2016

Povertà o carità

Povertà o carità
Consumati i suoi sandali di giunchi
e vecchie pelli
si allontana, un po’ curvo
nei suoi molti anni
il mio maestro pellegrino.

Giunto nella mia casa, nella pace
scandita dalle silenziose onde del lago
dal frondar delle foglie al vento
che ne imbrunisce le spoglie
quando fuggono al nido
le piccole creature che temono
la candida sposa dell’inverno

non digiunò, né indicò maldicente
i miei averi. Non temette
di spender soldi in china
per le molte parole di una donna.

Mi insegnò a coltivare la terra,
e trassi il pane, dai miei campi.
Condivise con me la sua sapienza
mi insegnò ad irrigare
e invece di digiunare, e pregare nella povertà
per dar sollevo ai tanti figli
che come cicale giacciono, sui cigli
delle strade

andai a mani colme, a donare
senza rimanere privata di niente,
come sta scritto:

“ E quando furono saziati, disse ai discepoli: << Raccogliete i pezzi avanzati perché nulla vada perduto>>. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi di cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato...

Carità o povertà, mi dite? Come dev’essere colui che di Dio porta la dedicazione e la testimonianza? Come deve camminare, colei che osa dirsi sua discepola?

Così risponde San Francesco di Sales, della Chiesa Vescovo e Dottore, per chi per sincerarsi e rassicurarsi della verità ha bisogno di titoli e conclamato onore:

Dio non vuole che tutti osservino tutti i consigli, ma soltanto quelli appropriati, secondo la diversità delle persone, dei tempi, delle occasioni e delle forze, stando a quanto richiede la carità: perché è lei, come regina di tutte le leggi e di tutte le azioni cristiane, assegna a tutti il posto, l’rodine, il tempo, il valore... "Trattato dell’amore di Dio."


Jasmin Felli (©)



martedì 25 ottobre 2016

Fiamma d'amore



Fiamma d’amore

Come la fiamma di una bianca candela
(luce)
arde per te
e nella silenziosa penombra
consumandosi, ai piedi di odorosi gigli
ti adora, ti ama, ti contempla
il mio cuore. 

Lacrime scendono. 
Come pioggia dissetano
dei pervinti
le inaridite mani 
scavano canyon
aprono strade
laddove non vi era
che rocce
e spine nel deserto.

Candida colomba
è l’anima che guardandoti
a te si innalza
e se pure un brivido di incertezza
la percorre
mentre il ramo
saldo ramo di umane sicurezze
(casa, famiglia, denaro?)
per te abbandona,
nei tersi cieli della preghiera 
tuffandosi, giunge
tra le tue mani,
e fiduciosa si posa
e spera. 

Salda nel cuore,
forte come millenaria quercia
sulla terra
percorre l’anima a Dio devota
i sentieri che la conducono dal cuore
(consolata come Maria al sepolcro)
all’annuncio, al farsi amore per le strade
e le vie del mondo. 

Ma ti prego, candido agnello
ai bambini non rubare la speranza o i giochi
agli anziani non togliere la pazienza o gli onori
ai giovani non uccidere l’entusiasmo, con ferree regole
e clamori di battaglia, per i poteri del mondo.

Jasmin Felli©